Stabilire quanto deve mangiare un gatto sembra semplice finché non provi davvero a farlo. Le confezioni danno numeri generici, online trovi tabelle diverse tra loro e il gatto, nel frattempo, continua a chiedere cibo come se non avesse mai mangiato in vita sua.
La realtà è che non esiste una porzione universale, ma esistono criteri chiari per evitare gli errori più comuni: sovralimentazione, pasti casuali e gestione confusa tra secco e umido.

Capire come funzionano porzioni e frequenza non serve solo per evitare il sovrappeso: aiuta anche digestione, energia quotidiana e comportamento.

Da cosa dipende davvero la quantità di cibo

Prima regola: il peso attuale non è sempre il riferimento giusto. Conta il peso ideale e lo stile di vita.

Età e fase di vita

Un gattino cresce rapidamente e ha bisogno di molte più calorie rispetto a un adulto sedentario.
Un gatto anziano invece può avere bisogno di porzioni più controllate, anche se continua a chiedere cibo.

Indicativamente:

  • cuccioli → pasti piccoli ma frequenti

  • adulti → quantità stabili e routine prevedibile

  • senior → controllo maggiore delle calorie

Sterilizzazione e metabolismo

Dopo la sterilizzazione il fabbisogno energetico può calare anche del 20–30%. Se le porzioni restano le stesse, l’aumento di peso è quasi inevitabile.

Non significa “dieta drastica”, ma adattamento graduale.

Livello di attività reale

Un gatto da appartamento che dorme gran parte della giornata consuma meno di uno che gioca, esplora o esce all’esterno.
Il problema è che molti vengono alimentati come se fossero attivi… senza esserlo.

Le porzioni: perché le indicazioni sulle confezioni non bastano

Le tabelle sui sacchi di crocchette sono una base, non una regola assoluta. Spesso sono calcolate su un gatto medio, attivo e normopeso.

Errori tipici con le porzioni

  • riempire la ciotola senza pesare il cibo

  • usare bicchieri o cucchiai invece di una bilancia

  • aumentare le dosi perché il gatto “sembra affamato”

Pesare il cibo cambia tutto: basta una differenza di 10–15 grammi al giorno per alterare l’equilibrio calorico nel tempo.

Come orientarsi senza complicarsi la vita

Un punto di partenza realistico:

  • circa 40–60 kcal per kg di peso ideale al giorno (valore medio, non rigido)

Da lì si osserva il gatto:

  • ingrassa → porzioni troppo alte

  • dimagrisce troppo → porzioni basse

  • energia stabile → sei nella zona giusta

Quante volte deve mangiare un gatto

Non esiste una frequenza obbligatoria, ma esistono scelte più funzionali.

Pasti liberi o pasti programmati?

Molti lasciano crocchette disponibili tutto il giorno. Funziona solo con gatti che si autoregolano davvero, e non sono la maggioranza.

I vantaggi dei pasti programmati:

  • controllo delle quantità reali

  • digestione più regolare

  • meno richieste insistenti fuori orario

Frequenza consigliata per un gatto adulto

  • 2 pasti principali al giorno sono più che sufficienti

  • 3 pasti piccoli se il gatto tende a mangiare troppo velocemente

L’importante è la coerenza: orari simili ogni giorno riducono l’ansia legata al cibo.

Crocchette, umido o alimentazione mista: come gestire le quantità

Qui nascono molti squilibri. L’alimentazione mista è diffusa, ma spesso mal calibrata.

Secco e umido non sono equivalenti

Le crocchette sono più concentrate.
L’umido contiene molta acqua e meno calorie a parità di peso.

Errore frequente:

  • aggiungere una bustina di umido senza ridurre il secco

Risultato: surplus calorico quotidiano.

Come evitare il caos calorico

Decidi prima la quota principale:

  • base crocchette + integrazione umido
    oppure

  • base umido + piccola quota di secco

Mescolare senza criterio è la strada più veloce verso il sovrappeso.

Il gatto chiede cibo continuamente: significa che ha fame?

Non sempre. Il gatto associa il cibo all’interazione con l’umano.

Può chiedere perché:

  • si annoia

  • ha imparato che il miagolio funziona

  • cerca attenzione

Se ogni richiesta viene premiata con altro cibo, il controllo delle porzioni diventa impossibile.

Un trucco semplice: prima di riempire la ciotola, proponi gioco o contatto. Spesso la richiesta sparisce.

Segnali che indicano che stai dando troppo (o troppo poco)

Probabilmente stai dando troppo cibo se:

  • il gatto perde definizione del girovita

  • dorme più del solito

  • lascia raramente la ciotola piena

Probabilmente stai dando troppo poco se:

  • cerca continuamente cibo in modo insistente

  • perde massa muscolare

  • il pelo appare meno lucido

L’obiettivo non è il gatto “sempre affamato”, ma quello energico e stabile.

Errori da evitare quando regoli le porzioni

Cambiamenti drastici

Ridurre improvvisamente il cibo può creare stress e rifiuto alimentare. Meglio modifiche progressive nell’arco di una settimana.

Confrontare il proprio gatto con altri

Due gatti dello stesso peso possono avere fabbisogni diversi. Il metabolismo non è identico per tutti.

Fidarsi solo dell’istinto

L’occhio inganna. La bilancia da cucina resta lo strumento più semplice ed efficace.

FAQ

Meglio lasciare sempre le crocchette disponibili?

Solo se il gatto non tende a mangiare troppo. In molti casi i pasti programmati funzionano meglio.

Quanti grammi di crocchette al giorno sono giusti?

Dipende da peso ideale, attività e tipo di alimento. Le indicazioni sulla confezione sono solo un punto di partenza.

Il gatto può mangiare una sola volta al giorno?

Può adattarsi, ma due pasti sono generalmente più equilibrati per digestione ed energia.

Se do l’umido devo togliere crocchette?

Sì, almeno in parte. Altrimenti aumentano le calorie totali.

È normale che il gatto chieda cibo anche dopo aver mangiato?

Sì, spesso è abitudine o richiesta di attenzione, non fame reale.