Un gatto che ingrassa non lo fa mai “per caso”. Nella maggior parte dei casi il problema non è genetico né inevitabile: è una somma di piccole scelte alimentari quotidiane che, nel tempo, diventano abitudine. Il peso in eccesso nei gatti domestici è sempre più frequente perché vivono in ambienti sicuri, si muovono meno e mangiano cibo molto calorico. Capire dove si sbaglia davvero è il primo passo per rimettere equilibrio senza stressarlo.

Quando il gatto è davvero in sovrappeso

Prima di parlare di dieta bisogna capire se il problema esiste davvero. Molti proprietari sottovalutano qualche etto in più, altri invece vedono grasso dove non c’è.

Segnali fisici da osservare

  • Costole difficili da percepire al tatto

  • Addome arrotondato che oscilla quando cammina

  • Girovita poco definito visto dall’alto

  • Riduzione dell’attività spontanea

Non serve una bilancia di precisione ogni settimana: ciò che conta è la condizione corporea. Anche mezzo chilo in più su un gatto di 4–5 kg può essere significativo.

Perché il peso in eccesso non va ignorato

L’obesità felina aumenta il rischio di diabete, problemi articolari e difficoltà respiratorie. Inoltre riduce la voglia di giocare e crea un circolo vizioso: meno movimento, più calorie accumulate.

Le cause alimentari più comuni

Non esiste una sola ragione. Nella maggior parte dei casi il sovrappeso nasce da una combinazione di errori piccoli ma costanti.

Porzioni sbagliate (spesso senza accorgersene)

Molti gatti ricevono quantità di cibo superiori al fabbisogno reale. Le indicazioni sulle confezioni sono generiche e spesso sovrastimate.

Errori tipici:

  • riempire la ciotola “a occhio”

  • aggiungere extra perché il gatto chiede ancora

  • non ridurre le dosi dopo la sterilizzazione

Un gatto adulto sterilizzato ha spesso bisogno di meno calorie di quanto si pensi.

Troppi snack e premi

Gli snack sembrano innocui perché piccoli, ma sono molto calorici. Se dati ogni giorno diventano una quota energetica importante.

Spesso succede questo:

  • snack usati per compensare la noia del gatto

  • bocconcini dati da più persone in casa

  • uso dei premi senza ridurre il pasto principale

Crocchette sempre disponibili

La ciotola piena h24 funziona solo con gatti molto attivi. Molti invece mangiano per abitudine e non per fame reale.

Il risultato:

  • picchi calorici continui

  • assenza di ritmo nei pasti

  • difficoltà a controllare le quantità ingerite

Alimenti troppo energetici per uno stile di vita sedentario

Cibi pensati per gatti attivi o giovani possono risultare eccessivi per un gatto adulto da appartamento.

Attenzione a:

  • formule “kitten” usate troppo a lungo

  • cibi ad alta densità calorica senza reale necessità

  • mix casuali tra marche diverse

Alimentazione mista mal gestita

Unire crocchette e umido non è sbagliato, ma spesso le calorie totali sfuggono di mano. Molti aggiungono l’umido senza ridurre la dose di secco.

Errori di interpretazione del comportamento del gatto

Uno degli equivoci più diffusi riguarda il miagolio davanti alla ciotola. Non sempre è fame.

Fame o richiesta di attenzione?

Il gatto associa il cibo alla relazione con l’umano. Può chiedere cibo per:

  • noia

  • abitudine

  • bisogno di interazione

Se ogni richiesta viene premiata con altro cibo, l’aumento di peso diventa inevitabile.

Il mito del gatto che “si regola da solo”

Alcuni soggetti mantengono l’autocontrollo, ma molti no. Le crocchette moderne sono molto appetibili e stimolano il consumo oltre il necessario.

Come correggere la dieta senza creare stress

Ridurre drasticamente il cibo è la scelta peggiore. Il dimagrimento deve essere graduale.

Ricalcolare le quantità

Meglio partire dal peso ideale stimato e adattare le porzioni. Una bilancia da cucina aiuta più di qualsiasi intuizione.

Creare una routine alimentare stabile

  • pasti a orari simili ogni giorno

  • evitare continui piccoli aggiustamenti

  • ridurre gradualmente le calorie, non di colpo

Aumentare il movimento attraverso il gioco

Il cibo non è l’unica leva. Giochi interattivi e sessioni brevi ma quotidiane aiutano a consumare energia senza forzare il gatto.

Quando valutare un cambio di alimentazione

Se il gatto ingrassa nonostante porzioni controllate, può essere utile rivedere la composizione del cibo.

Possibili strategie:

  • scegliere formule specifiche per sterilizzati

  • preferire alimenti con maggiore contenuto proteico

  • evitare passaggi bruschi tra marche

Ogni cambiamento dovrebbe essere progressivo, in almeno 5–7 giorni.

Errori da evitare durante il dimagrimento

Riduzioni drastiche

Tagliare troppo le calorie può portare a perdita muscolare o rifiuto del cibo.

Cambiare tutto insieme

Nuovo cibo, nuove quantità e nuovi orari nello stesso momento aumentano lo stress.

Confrontarsi con altri gatti

Ogni soggetto ha metabolismo e attività diversi: ciò che funziona per uno può non funzionare per un altro.

FAQ

Quanto deve dimagrire un gatto ogni mese?

Meglio una perdita lenta, circa l’1–2% del peso corporeo a settimana, evitando cali rapidi.

Posso lasciare comunque le crocchette sempre disponibili?

Solo se il gatto dimostra reale autocontrollo. In molti casi è meglio passare a pasti programmati.

Gli snack vanno eliminati del tutto?

Non necessariamente, ma devono rientrare nel conteggio calorico totale.

Il gatto sterilizzato ingrassa sempre?

No, ma il fabbisogno energetico cala e le quantità vanno adattate.

Serve sempre una dieta veterinaria specifica?

Non sempre. Prima si correggono porzioni e abitudini; poi si valuta con il veterinario se necessario.