Sacro di Birmania – Carattere, cura, prezzo

Il Birmano. Un gatto dall'aspetto prezioso, con un carattere misterioso e non selvaggio, che lo rendono mistico. Un gatto sacro, per l'appunto.

Il gatto Sacro di Birmania ha una personalità particolare che gli permette di instaurare uno splendido rapporto, basato sulla fiducia e sul reciproco amore, senza mai essere aggressivo.

Gatto birmano Storia

Originario della Birmania, appunto, e in quanto gatto sacro, viveva solo nei templi. Nonostante questa restrizione il miliardario americano Vanderbilt negli anni Venti del Novecento riuscì ad avere una coppia di esemplari, un maschio e una femmina, durante un suo viaggio in Oriente. Stabilitisi in Francia, questi si riprodussero e ottennero molto riscontro.
C’è anche chi dice che la prima coppia di Birmani fosse stata regalata dall’abate Yotag Rooh-Ougji, in segno di riconoscenza, a due francesi, Auguste Pavie e a suo marito, il maggiore Gordon Russel, di stanza in Birmania con il compito di proteggere i templi di Lao Tsun. Come molti gatti di razza, e non solo, i Sacri di Birmania rischiarono l’estinzione durante la Seconda Guerra Mondiale ma con passione e dedizione, dopo il conflitto bellico, fu possibile ricostituire lo standard. Il suo riconoscimento come razza avvenne ufficialmente solo nel 1966.

Gatto Sacro di Birmania
Gatto Sacro di Birmania

Birmano Gatto Leggenda

A riguardo del Sacro di Birmania vi è una leggenda la quale narra che il monaco Mun-Ha viveva con il suo oracolo, il gatto bianco dagli occhi gialli Sihn, nel tempio della dea della trasmigrazione delle anime, il tempio di Tsun-Kian-Kse, alle pendici delle montagne del Lugh. Durante un suo momento di preghiera ai piedi della preziosa statua d’oro e zaffiri, raffigurante la dea, dei malviventi lo aggredirono e uccisero il monaco Kittah. Sihn allora salì sul corpo dell’amico e fissò il volto della dea. Non si accorse delle metamorfosi che accadevano in lui mentre vegliava il corpo del suo padrone; il suo mantello divenne del colore dorato della dea, le zampe, il muso e la bella coda divennero brune come la terra, ma la dea donò a Sihn ciò che aveva di più bello e rese i suoi occhi pari ai propri, simili ai più puri e splendenti zaffiri blu… solo le punte delle zampe, poggiate sul corpo del monaco rimasero candide in segno di purezza.
Dopo aver vegliato il monaco per sette giorni Sihn morì, ma anche tutti gli altri gatti del tempio subirono la stessa trasformazione e quando i monaci si riunirono per eleggere il successore di Mun-Ha tutti i gatti del monastero entrarono nella sala e circondarono il più giovane dei monaci per sceglierlo. I gatti erano anche loro le reincarnazioni degli altri monaci Kittah morti nella battaglia contro i barbari. Da allora, ogni volta che nel monastero di Lao-Tsun muore un gatto sacro, si dice che l’anima di un monaco diventa libera ed entra in paradiso.

Gatto Sacro di Birmania
Gatto Sacro di Birmania

Birmani gatti Struttura

Il gatto Sacro di Birmania reca il gene del siamese e quindi ha il manto bicolore, ossia chiaro con le punte del muso, delle orecchie, zampe e coda, scure. Gli occhi hanno le varie tonalità del blu.
Ha una testa solida che sembra più lunga che larga. Se guardato di profilo, il naso risulta rivolto verso il basso. Ha zigomi alti, marcati e mento forte.
Il Birmano ha una struttura da media a grande, con ossatura e muscolatura pesanti.
Ha un folto pelo, soprattutto sulla collaretta per quanto riguarda i maschi. Il pelo del dorso è leggermente dorato mentre quello della pancia è bianco. Anche i piedi lo devono essere, con una ben precisa delimitazione affinché le sue candide “calze” non superino le dita. Il colore delle estremità può variare dal chocolate, al seal, blu, lilac red e anche cream point. Vi sono anche dei tortie e dei tabby point.
La coda è proporzionata al corpo.

Gatto Sacro di Birmania
Gatto Sacro di Birmania

Sacro di Birmania Carattere

Il Sacro di Birmania è un gatto dalle eleganti movenze, il cui sguardo è rivolto sempre verso quello dell’uomo con cui vive, con estrema intensità. La convivenza crea un rapporto molto stretto col “padrone”. In casa è una presenza costante ed ha un carattere forte e vitale. È un gran giocherellone anche da adulto, però non ama giocare da solo ma con il suo compagno umano. È molto adatto anche alla compagnia dei bambini. Infatti, pur essendo molto giocherellone, non è mai aggressivo e non si rivolta mai verso gli umani.
Una particolarità della maggior parte dei maschi di questa razza – per la quale sono stati soprannominati “gentilgatti” – è quella di aspettare, per cibarsi, che eventuali femmine e piccoli abbiano finito di mangiare.

Gatto Sacro di Birmania Cura

Il gatto Sacro di Birmania non richiede particolare cure: il suo pelo setoso non fa nodi essendo dotato di poco sottopelo. Accarezzarlo è un piacere.

Gattini Sacri di Birmania
Cuccioli Sacro di Birmania

Sacro di Birmania Standard

  • Corporatura: di struttura media.
  • Corpo: Lievemente allungato e robusto. I maschi devono essere più massicci delle femmine.
  • Arti: robusti e corti, con piedi grandi e rotondi. La caratteristica di questa razza è il guantaggio, ossia le dita di tutte le zampe hanno la pelliccia di colore bianco candido.
  • Testa: cranio forte e arrotondato. La testa ha un’ossatura robusta, con guance piene. Presenta un leggero stop del naso e ha un profilo leggermente arrotondato. La maschera sul muso incornicia occhi, guance e bocca, al centro il tartufo; ha forma romboidale ed è nettamente staccata dai points delle orecchie.
  • Occhi: di forma non troppo arrotondata, leggermente ovale, di colore blu zaffiro intenso.
  • Naso: proporzionato alla testa, di lunghezza media. Esso comincia appena sotto gli occhi.
  • Orecchie: di media grandezza, distanziate, poste leggermente inclinate e rivolte in avanti. Mento: vigoroso e ben sviluppato. Con la mascella più bassa forma una linea perpendicolare con il labbro superiore.
  • Coda: di media lunghezza, la forma è a pennacchio. La coda ha punta arrotondata.
  • Mantello: è setoso, morbido, lungo o semilungo con poco sottopelo. Il pelo è corto sul muso, si allunga gradualmente sulle guance e diventa lungo e folto formando la gorgiera. Sul dorso e sui fianchi rimane lungo, sulle zampe si accorcia leggermente ed infine tra i polpastrelli si formano dei ciuffi di pelo più lungo. Il colore del corpo, e del ventre è guscio d’uovo molto pallido; il dorso è beige dorato in tutte le varietà esistenti.
  • Difetti: assenza di guntaggio bianco sui piedi, occhi strabici, numero errato di points, presenza di macchie sul corpo.
Gatto Sacro di Birmania seal point
Gatto Sacro di Birmania seal point

Gatto Sacro di Birmania prezzo

Il prezzo di un cucciolo di Sacro di Birmania è compreso tra 800 e 1.100 euro. Gli esemplari con pedigree di alta genealogia posso raggiungere e superare i 1.300 euro.