Il prossimo 7 dicembre debutta nei cinema italiani “Una vita da gatto” (titolo originale “Nine lives”) un film per le famiglie del regista Barry Sonnenfeld (Men in Black), con protagonista Kevin Spacey. 

La trama

Tom Brand (Kevin Spacey) è un miliardario temerario all’apice della sua carriera. La sua azienda Firebrand si appresta a completare il suo più grande successo fino ad oggi: il grattacielo più alto nell’emisfero settentrionale. Ma lo stile di vita dello stacanovista Tom lo ha staccato dalla sua famiglia, in particolare dalla sua bella moglie Lara (Jennifer Garner) e dalla sua adorata figlia Rebecca (Malina Weissman).
 

L’11° compleanno di Rebecca è vicino, e la ragazzina richiede lo stesso regalo di ogni anno, un gatto. Tom odia i gatti, ma non ha trovato ancora un regalo e il tempo sta per scadere. Il suo GPS lo indirizza verso un negozio di animali mistico traboccante di gatti, dove l’eccentrico proprietario Felix Perkins (Christopher Walken), gli presenta un gatto maestoso, di nome Mr. Fuzzypants. Sulla strada per tornare da sua figlia Tom ha un terribile incidente. Quando riprende conoscenza scopre che, in qualche modo, è intrappolato all’interno del corpo del gatto.

Adottato dalla sua stessa famiglia, inizia a sperimentare la vita in qualità di animale domestico; come gatto, Tom comincia a vedere la sua famiglia e la sua vita attraverso una nuova e inaspettata prospettiva. Nel frattempo la sua famiglia si adatta alla vita con un gatto strano e testardo, e suo figlio David (Robbie Amell), dimostra qualità che Tom non avrebbe mai immaginato. Se esiste qualche speranza di tornare alla sua famiglia da marito e padre che i suoi cari si meritano, Tom dovrà imparare il motivo per cui è stato posto in questa particolare situazione e rivedere il suo approccio alla vita per ritornare alla sua esistenza umana.

“Un disastro felino” – The Guardian

Un budget di 30 milioni di dollari e un cast di tutto rispetto dovrebbero in linea di massima bastare per realizzare un film almeno di discreta qualità. Ma non è il caso di questa pellicola, letteralmente (e giustamente) demolita dalla critica internazionale. Non c’è un aspetto del film che si salvi: una sceneggiatura banale e piatta, totale assenza di gag per tutti gli 87 minuti di durata, effetti speciali scadenti, recitazione da soap opera. Ci sono voluti ben cinque sceneggiatori (Matt R. Allen, Dan Antoniazzi, Gwyn Lurie, Ben Shiffrin, Caleb Wilson) per concepire una storiella banale e per nulla divertente. Anche un ragazzino delle scuole medie avrebbe potuto fare di meglio. 

I giudizi su questo film, uscito in USA lo scorso agosto, sono stati quasi all’unanimità negativi. La pellicola ha totalizzato un Metascore di 11 punti su Metacritic (decisamente basso, dato che la scala è da 0 a 100) con molte prestigiose testate che gli hanno affibbiato un bello “0” come punteggio. Ecco di seguito qualche opinione: 

“Una commedia felina senza artigli” – The Guardian

“I gatti possono avere nove vite, ma noi ne abbiamo solo una, ed è troppo preziosa per essere sprecata in queste sciocchezze” – Indiewire

“Un mostro di Frankestein figlio dei peggiori istinti di Hollywood” – Los Angeles Times

“I dialoghi sono sufficienti a far rizzare i capelli” – Austin Chronicles

“Durante gli 87 tortuosi minuti esenti da risate, il film può trasformare il più fanatico gattaro in una persona che odia i gatti” – Rolling Stone

Lasciamo a voi trarre le conclusioni…

PANORAMICA RECENSIONE
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