Tre anni e mezzo di carcere per il killer dei gatti di Bergamo

L'uomo, 41 anni, acquistava gli animali, li torturava poi lo rendeva noto a chi glieli aveva affidati. L'accusa aveva chiesto 16 mesi, ma il tribunale è stato impietoso: 3 anni e mezzo di carcere la condanna

Controllava gli annunci relativi a gattini in regalo. Poi contattava i proprietari, si faceva consegnare gli animali e se ne andava. Quindi torturava i malcapitati micetti, documentava le sevizie e lo rendeva noto agli ex proprietari. 

Per Marco Facchinetti, 41 anni, di Trescore Balneario, questa mattina è giunta la giusta punizione: una condanna a tre anni e mezzo di carcere, pari a oltre il doppio di quanto richiesto dalla procura, che si era fermata a 16 mesi. In aggiunta, dovrà pagare 5 mila euro a ognuna delle parti civili: le associazioni Enpa, Diritti Animali e Ugda. L’inchiesta era partita qualche tempo prima delle denunce presentate ai carabinieri da due donne che avevano ceduto a Facchinetti i loro gatti e che si sono viste recapitare le drammatiche foto delle sevizie subite dai poveri animali.

Sono numerosi gli episodi attribuiti al 41enne: oltre a tre gatti di una donna e altri due di un’altra, si conta «un numero indeterminato» di altri episodi. Spicca tra le testimonianze quella di una donna che aveva ricevuto una serie di foto choc del suo gatto fatto a pezzi, seguite dalla scritta: «Olé». La perizia psichiatrica ha riconosciuto l’uomo capace di intendere e di volere, e riscontrato «un disturbo antisociale di personalità».

L’uomo era già stato condannato per stalking lo scorso 12 dicembre a due anni di reclusione senza condizionale, un anno di libertà vigilata e 13mila euro di risarcimento alla parte civile, oltre all’obbligo di sottoporsi a un trattamento psichiatrico. Anche in quel caso si trattava di una vicenda legata alla cessione di gatti: l’uomo aveva inoltrato sms e telefonate a raffica a una 45enne. E le aveva spedito anche la ricetta per cucinarli.